La Bussola

per capire e suggerire la rotta di questa nostra società smarrita..

NAZIONALISMI

Pubblicato da Francesco Calzolari su Maggio 24, 2008

 

Nazionalismo è un sentimento di appartenenza di un individuo a un determinato gruppo di persone che condividono un determinato territorio, una certa storia, valori, tradizioni, lingua, usi e costumi.

 

Partendo dalla definizione di cui sopra analizzo alcuni aspetti del nazionalismo. Il nazionalismo così come io lo ho definito si presta ad essere associato a due correnti di pensiero politico. Abbiamo il nazionalismo associato al pensiero socialista e il nazionalismo associato al pensiero liberale.

 

Per il momento non mi addentro nel dualismo “destra – sinistra”. Cosa è di destra e cosa è di sinistra sarà chiarito cammin facendo.

 

IL NAZIONALISMO SOCIALISTA

 

Meglio conosciuto come NAZIONALSOCIALISMO da cui il diminutivo NAZISMO.

Storicamente questo aspetto socialista del nazionalismo è l’aspetto che si è guadagnato più pagine sui libri di storia. Brevemente ricordo i più famosi esponenti del pensiero socialista che hanno espresso le loro politiche in nome del nazionalismo: Stalin, Hitler, Mussolini. Sono i più famosi perché sono quelli che hanno causato più morti. Ainoi. Recentemente anche Tito ha fatto la sua parte. La Cina sicuramente fa la sua parte, oggigiorno, più di tutti ma non ci è dato sapere quanta gente uccide, o tortura, ogni giorno. Gli U.S.A. Idem con patate. Probabilmete.

 

Il nazionalismo socialista è quel sentimento di appartenenza di un individuo a un gruppo che pretende, ed è convinto, che tutti gli aspetti caratterizzanti il gruppo medesimo siano i migliori in assoluto. Pertanto il nazionalismo socialista si esprime in un pensiero politico che mira alla supremazia culturale di un gruppo su tutti gli altri.

 

Storicamente abbiamo le prove che il socialismo sovietico, così come il nazismo tedesco, così come il fascismo italiano, hanno cercato in ogni modo di conquistare altri territori e popoli per esportare a tutti quella che è la cultura di un solo popolo. Hitler addirittura ci ha insegnato il concetto di razza pura, o razza superiore, che ha il diritto di distruggere il diverso e creare un mondo a propria immagine e somiglianza.

Volendo, ma non è questo che voglio ora, andare nello specifico ci sono molte differenze fra Nazismo, Fascismo, Socialimo Sovietico. Poi c’è chi in nome del nazionalismo e della superiorità del proprio popolo ha colonizzato mezzo mondo. Allora devo ricordare che l’impero coloniale italiano era impercettibile se paragonato alle colonie inglesi e francesci. Per non dire olandesi. La Germania aveva qualcosina. Poi ci sono stati gli anni della guerra fredda in cui U.S.A. e U.R.S.S si spartivano mezzo mondo fra stati filo-russi e filo-americani. Quindi possiamo per il momento accontentarci di dire che il nazionalismo socialista, questa voglia di esportare nel mondo una cultura dominante che sia la sola migliore per tutti, si esprime, e si è espresso, sotto diversissime forme.

 

IL NAZIONALISMO LIBERALE

 

Meglio conosciuto come sconosciuto. Nel senso che ora vi mostrerò alcuni esempi di nazionalismo liberale come lo intendo io e sono casi di cui si parla ben poco. Quasi ci fosse una legge non scritta che cerca di non far conoscere alle persone le realtà che minano l’esistenza dell’altro tipo di nazionalismo. In seguito mi spiego meglio.

 

Il nazionalismo liberale è quel sentimento di appartenenza di un individuo ad un gruppo che vuole nel suo piccolo continuare a vivere secondo i propri valori e gli aspetti più identificativi della propria cultura. Pertanto il nazionalismo liberale si esprime in un pensiero politico che pretende che ogni popolo possa vivere secondo i propri valori, nel proprio territorio.

Il nazionalismo liberale predica la supremazia di una cultura e di determinati stili di vita solo per quanto riguarda un determinato popolo e un determinato territorio. Ogni territorio e ogni popolo è diverso dai territori e dai popoli confinanti quindi è giusto che nel rispetto reciproco ognuno viva secondo i propri valori.

 

Il nazionalismo liberale per come lo vedo io portato all’estremo è la completa indipendenza e autosufficienza di un popolo rispetto al resto del mondo. L’indipendenza, che si esprime in assoluto solo con la autosufficienza, dovrebbe essere secondo me l’unica via positiva alla pacifica convivenza fra i popoli. In un mondo dove ogni stato riesce a badare a sè stesso e a soddisfare i bisogni del suo popolo non ci sarebbero guerre per andare altrove a cercare petrolio o grano o oro o droga o altro. In un mondo dove i bisogni di un popolo sono soddisfatti dal proprio stato non ci sarebbero carestie e migrazioni per andare a cercare cibo e benessere altrove. In un mondo così, come lo intendo io, quel rispetto reciproco a cui ho accennato qui sopra sarebbe il vero e unico valore condiviso da tutti che rende possibile il confronto fra le persone. Come dico sempre l’unico flusso migratorio positivo è il turismo. Perché? Perché il turismo è mosso dalla voglia di conoscere altri popoli, altre realtà, altri territori. Alla base del turismo c’è la voglia di conoscenza. Altri flussi migratori sono dovuti alle guerre, alle carestie, ai traffici di droga, al terrorismo islamico e quant’altro. Alla base di questi altri flussi c’è la necessità, la costrizione, la sopraffazione, l’odio. Una persona essere umano deve essere libero di muoversi e non costretto a muoversi. Questa libertà vi ho appena spiegato come è possibile.

 

Sono un nazionalista liberale? Si. Per quello che vale questa definizione. Io sono solo un giovane padano nato in Lombardia da madre mantovana e padre reggiano. A scuola mi hanno sempre insegnato che il fascismo e il nazismo sono di destra perché il nazionalismo è di destra. Che il male e l’odio è di destra. Che scuola di merda. Questi sono i poteri forti che agiscono sulle giovani menti inculcando concetti falsi e omettendo concetti veri. La verità è che il nazionalismo non è né di destra né di sinistra, dipende da cosa si associa al nazionalismo: il socialismo o il liberismo.

 

Dopo questo mio lungo percorso posso dire di aver dimostrato che il nazionalsocialismo è di sinistra. E si esprime in varie forme in governi che per convenzione i più definiscono di destra. Quella insana voglia di trovare un modo unico per governare il mondo. Quella insana voglia di sentirsi superiori a tutti e di poter esportare leggi e valori da uno stato all’altro. Quella insana voglia di rendere tutti gli uomini uguali, rispondenti agli stessi bisogni, svuotati da ogni minimo pensiero, da ogni minimo sentimento. Mi vengono i brividi se penso che questa concezione del mondo è dominante. Ma forse lo sarà ancora per poco.

 

E LA PACE?

 

Siccome in fondo è la Pace che mi interessa di più di tutto quando parlo di rispetto e interazione fra i popoli chiudo il mio discorso ricordando che anche la Pace la si può raggiungere sia nell’uno che nell’altro caso di nazionalismo.

 

Essendomi dichiarato liberale vi ho già mostrato come la Pace nel rispetto e nell’autonomia dei singoli stati e persone sia auspicabile.

 

La Pace però come sapete è sbandierata davanti alle televisioni da tutta quella altra schiera di politicanti. La sinistra. Una sinistra che in Italia ha anche usato l’Arcobaleno, simbolo della pace, come simbolo di partito. Si perché come già avrete intuito anche loro vogliono la Pace. E sono sicuri di raggiungerla proprio quando saranno riusciti a renderci tutti uguali, quando avranno appiattito i nostri sentimenti e i nostri valori, quando ci avranno drogato fino a farci scoppiare. A quel punto saremo così uguali che non avremo motivo per farci la guerra. Avremo motivo per suicidarci perché la Vita non avrà più senso.

 

Dall’altra parte cercano di arrivare alla Pace togliendoci la voglia di vivere. Ma questo in pochi lo dicono e in meno mi ascoltano.

 

Io cerco di arrivare alla Pace per il sentiero più tortuoso. Il sentiero proprio dell’Amore e dei sentimenti. Il sentiero del rispetto delle diversità. Il sentiero che mostra all’uomo i colori e le sfumature che rendono affascinante la Vita.

 

Francesco Calzolari

 

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Cominciare da zero…

Pubblicato da Francesco Calzolari su Maggio 24, 2008

Posso dire subito che “cominciare da zero” negli ultimi 4 giorni ha segnato positivamente la mia vita lavorativa. Tenterò in questo articolo di tessere una riflessione su ciò che accade nella vita quando per forza di cose si deve cominciare da zero a costruire qualcosa. Per compiere la mia riflessione mi appoggio alla mia più recente, come accennato, esperienza lavorativa.

 

Al momento sono immerso nella vasca idromassaggio per recuperare le energie spese. Sono le ore 1:20 del mattino ed ho appena finito di lavorare. Ho iniziato a lavorare alle ore 8.15 di ieri mattina e fra qualche ora di nuovo a lavoro. Che lavoro faccio? Io sono sempre commesso in un negozio di articoli sportivi. Questa settimana però i miei capi mi hanno dato la possibilità di andare giù a Mantova in trasferta per sbrigare alcune faccende. Spiego. A Mantova, al centro commerciale Virgilio, da 16 anni c’è un punto vendita della stessa catena di negozi per cui lavoro io. I capi, per così dire, hanno deciso che era ora di ricostruire, riarredare, il punto vendita di Mantova. Da qui il titolo “Cominciare da zero”. Quando sono entrato nel negozio di Mantova martedì mattina era tutto vuoto, con le pareti in carton-gesso che erano state spostate per ampliare il magazzino, con i buchi nel contro-soffitto dove gli operai stavano ancora lavorando, con cavi elettrici e tubi sparsi ovunque e molta altra confusione. L’aria era così densa di polvere che quando sono tornato a casa la sera sembravo un fornaio più che un commesso. Ma il bianco aimè non era farina, sarà stato gesso o chissà cosa.

 

Diciamo che il primo giorno me la sono cavata scaricando i camion di merce che arrivava. Mano a mano che la merce entrava in negozio era necessario che qualcuno la sistemasse. Così iniziavano a prendere forma alcune gondole. Le pareti iniziavano a riempirsi. Mano a mano che la merce arrivava io ero sempre più impiegato a scartare, sistemare, piegare e dare senso ad alcuni reparti.

 

La mia fortuna è stata nel trovare sintonia con alcune ragazze che erano lì a lavorare più di tutti. Queste ragazze erano fondamentali alla riuscita del lavoro che stavamo facendo perché, oltre a sistemare la merce che arrivava, loro avevano la percezione e la conoscienza di come doveva risultare il negozio a lavoro finito.

 

Riuscire a vedere, nel caos del momento, l’ordine che ci sarà in futuro. Questa deve essere una gran bella qualità.

 

Devo dire che a tratti c’era un po’ di sconforto perché non molti ci aiutavano a svolgere il nostro lavoro. Senza omettere che i commessi del negozio sono andati a casa alle ore 20 e fino all’una di notte siamo rimasti io e le visual. Passo indietro. Visual è il nome che caratterizza il lavoro delle ragazze di cui sopra. Non sono commesse come me. Le ha mandate qui la sede per dare senso al negozio. Io e un’altra ragazza eravamo lì con loro ma ufficialmente solo per dare una mano. Di fatto abbiamo, in due, dato vita a tutta la parete scarpe che copre un intero lato del negozio con relativo magazzino sul retro. Ma giustamente una certa idea di ordine ce l’ho anche io e ci siamo intesi subito con le visual su come operare.

 

Detto questo veniamo a noi. Qui comodo nel mio idromassaggio notturno. Mi godo quel poco di riposo che è meritato dopo aver dato vita a qualcosa. Questo riposo sembrava un miraggio solo 2 giorni fa quando sembrava impossibile trovare ordine in quel caos di negozio.

 

Come dice Edoardo Bennato: “un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo… in un altro ti svegli e devi cominciare da zero”. Ci sono dei momenti nella vita dove va tutto a meraviglia. La vita a volte sembra perfetta nella sua semplicità e nelle piccole e grandi soddisfazioni di ogni giorno. L’Amore a volte ci prende e ci fa credere che sarà per sempre e sarà facile insieme affrontare qualsiasi cosa. Ma poi da un momento all’altro, ancora peggio è se non te lo aspetti, può crollarti il mondo addosso. Da un momento all’altro ti ritrovi sotto un cumulo di macerie. E lì che si fa? Lì si comincia da zero. Fermarsi non si può. Non si può cedere all’imprevisto. Non si può cedere sotto i colpi della depressione. Non si deve cedere mai. Solo andare andare avanti e vivere è l’unica risposta allo sconforto. I colpi che ci abbattono lasciano il segno, certo, lasciano lividi che ci portiamo dentro per sempre. La vita ha molto ancora da offrire anche se quando siamo a terra feriti non vediamo soluzione al caos che si è creato in noi.

 

Cominciare da zero a volte è meglio che capiti nella vita. A me è capitato quando avevo 17 anni ed è ricapitato pochi mesi fa. La prima volta ero completamente nel caos. Ho smesso di vivere. Ho smesso di fare sport. Ho smesso di uscire con gli amici. L’unica cosa che mi ha tenuto in piedi era la scuola: ero rappresentante di istituto e almeno a scuola avevo qualche obbiettivo. La seconda volta la botta è stata diversa perché ero più grande e facevo già qualche progetto in più. Tuttavia la seconda botta aveva in sè il dolore e il rimedio al dolore. Con la seconda botta ho perso, in senso buono, una persona a cui avrei dedicato tutta la mia vita. Nello stesso tempo ero felice perché non era successo niente di grave anzi… io mi ero innamorato e l’Amore mi insegna ogni giorno quanto è bella la vita… lei ora è fidanzata e quindi ha trovato la persona giusta per lei.

 

Con due botte da ko in 23 anni direi che ho fatto tesoro delle esperienze vissute. Che poi a me va di lusso perché come ho detto non è mai successo niente di grave. Ci sono persone che perdono la ragazza o il ragazzo per morte. Ci sono persone che perdono uno o tutti e due i genitori. Ci sono ragazzi che scappano di casa per problemi con la famiglia. E chi più ne ha più ne metta. Quelli sono ko che richiedono di essere affrontati con forza immensa, io neanche immagino. Conosco persone che hanno tutta questa forza e da loro posso solo imparare, con ancora più forza, ad amare la vita.

 

Bisogna rimboccarsi le maniche e vedere al di là del caos quanto ancora di bello con le nostre forze possiamo costruire. Che poi, come dico sempre, io ho la forza di uno, una coppia di innamorati ha la forza di quattro, perché ognuno ha in sè la forza che l’altro gli dona in ogni istante.

 

Francesco Calzolari

 

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Lorena: e se l’Amore non c’è…

Pubblicato da Francesco Calzolari su Maggio 15, 2008

Siamo a Niscemi, vicino a Gela, in Sicilia. Lorena è una ragazza di 14 anni. Lorena è stata trovata morta. Come è morta ve lo dirò forse dopo, i suoi assassini le hanno fatto qualcosa che ora non mi esce a parole. Mi escono lacrime, ora, e ieri, e ogni volta che penso alla morte di Lorena. Lorena è una ragazza che non conosco se non da quello che leggo sui quotidiani.. su “il Giornale” principalmente. Ma Lorena è come se fosse una delle mie amiche. Lorena è ogni ragazza che conosco che ha l’età di 14, 15, 16 anni.

 

Io sono molto legato ai ragazzi che hanno l’età di Lorena: imparo molto ogni giorno, su questi giovani, studiando e analizzando temi come l’alcolismo e il bullismo e lo sfruttamento del lavoro minorile.. e la prostituzione. Per non dire altro.

 

Indubbiamente i miei studi si concentrano molto su un campione di giovani fra i 14 e i 16 anni. Denuncio e cerco di riportare sulla retta via ragazzi che a 14 anni si ubriacano, si drogano, si prostituiscono.. non sempre riesco nel mio intento. Non sempre ho il tempo necessario. I miei studi come sapete sono soffocati dai miei impegni lavorativi. E io ora mi sento soffocare se penso che un’altra ragazza, l’ennesima, Lorena, non c’è più.

 

Non sono avvezzo a parlare di questi fatti cronaca. Solitamente resto su cose meno cruente. Ma bisogna invece che io dia libero sfogo a quello che penso per dare voce alla vita e all’Amore.

 

Questa società sta crescendo dei mostri. Dobbiamo insegnare ai giovani Amore e Rispetto.

 

I telegiornali non capiscono un cazzo e si perdono in chiacchiere su come è stata uccisa.. su dove.. a che ora.. sulle brave persone che erano gli assassini.. Cosa??? Ma dico siete tutti rincoglioniti in televisione??? Ascoltare un telegiornale è come ascoltare il manuale del perfetto omicida.. sembra che in televisione i giornalisti elargiscano istruzioni per l’uso. Stronzi!!! Continuate così voi giornalisti dei miei coglioni e vedrete che avrete sempre omicidi da commentare.

 

Io invece mi prodigo perché fatti di cronaca come questo di Niscemi non vengano ripetuti.

 

“il Giornale” per fortuna mi offre sempre spazi abbondanti di riflessione e cerca di parlare al cuore e alla coscienza delle persone per far capire, come nel mio intento, che non tutto è perduto.

 

Sappiamo per certo che Lorena era fidanzata.

 

Sappiamo che fra gli assassini c’è il fidanzato.

 

Sappiamo che ci sono tre assassini maschi adolescenti.

 

Sappiamo che gli assassini erano tutti tre fidanzati.

 

Sappiamo che Lorena ha detto ai suoi assassini di essere in cinta di uno dei tre. Che sia davvero in cinta ancora non si sa. Si attende l’autopsia.

 

Quindi, ricapitolando, abbiamo una ragazzina di 14 anni che ha rapporti sessuali con tre maschi diversi. Abbiamo un ragazzo che condivide la sua fidanzata con altri 2 maschi. Abbiamo due maschi che tradiscono le rispettive fidanzate con la fidanzata di un altro.

 

La cosa più assurda? Questi qui erano fidanzati? No perché se fossero stati amici che per curiosità avessero deciso di farsi delle coccole più spinte del solito.. sono giovani.. devono scoprire la loro sessualità.. insomma qualche attenuante, alle esperienze sessuali dei quattro, l’avrei trovata. Attenuanti all’omicidio non esistono. Ma sti irresponsabili erano legati da fidanzamento. Fidanzamento!!!

 

Questi animali, giovani animali, che per noia o per altro concedono il proprio corpo in uso ad altri animali sentendosi grandi, furbi, più belli degli altri. Questi ragazzi che non sanno dove sbattere la testa. Questi ragazzi che come tanti altri ogni giorno giocano con la noia e trattano le persone come si tratta una gomma da masticare.

 

Un pensiero va a tutti quei ragazzi che mi trasmettono ogni giorno serenità e voglia di vivere, innocenza e rispetto, felicità e pace. Ci sono ragazzi che credono nell’Amore. Penso a loro, che sono molti e silenziosi. E penso a quelli assassini, drogati, prostitute, bulli (ignoranti e animali da facciata) che sono pochi ma si fanno sempre sentire. Sarebbe bello insegnare ai giovani come ci si prende cura dei propri cari, come si aiuta la nonna o la mamma o il papà a sbrigare le faccende di casa, come si aiuta il fratellino o altri a fare i compiti, come ci si impegna nel portare avanti, in modo sano, le proprie passioni che possono essere la danza, l’atletica, la musica, la poesia.. e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe bello che i giornali si occupassero di questo e non di spiegare come si uccide una ragazza di 14 anni.

 

FIDANZAMENTO: UN TERMINE MALTRATTATO DA TROPPA LEGGEREZZA.

 

Fidanzamento è un rapporto di lealtà e fiducia piena che si crea fra due persone. Fidanzamento è una promessa di Amore e di impegno reciproco fra due persone innamorate l’una dell’altra. Questo è fidanzamento!!!

 

Eppure sento giovani dire di essere fidanzati senza sapere cosa vuol dire.. io spiego cosa vuol dire.. e mi sento rispondere da sti ragazzini che io do troppo peso alle parole.. ma le parole sono tante in italiano.. ci sono parole per definire ogni stato di un rapporto di coppia, ci sono diminutivi, ci sono vezzeggiativi.. e usateli sti vocaboli.. cazzo!

 

Siete compagni di scuola, compagni di gioco, amici, amichetti, trombamici, morosini, morosi… e quant’altro fino ad arrivare a.. FIDANZAMENTO e MATRIMONIO. Così è in italiano e così è giusto che sia perché è giusto che nel rispetto reciproco due persone in relazione sappiano che tipo di relazione le lega. Due persone, esseri umani, che entrano in relazione devono dirsi onestamente e rispettosamente che tipo di relazione le lega. Se sono semplici compagni di scuola che si conoscono perché sfiga ha voluto che fossero nella stessa classe.. oppure se oltre alla sfiga c’è una volonta di entrambi di instaurare una relazione stabile e duratura.. via via più profonda ed intima fino al matrimonio. Il fidanzamento è un passo prima del matrimonio. Chi non lo sa è ignorante e deve imparare a misurare le cazzate che dice. Quei tre disgraziati sono tre ignoranti, assassini e animali. Esseri umani non si comportano così. Ma la cronaca quotidiana ci fa vedere quanti crediamo siano esseri umani e in realtà sono solo animali. Animali della peggior specie. Perché gli animali in Natura vivono secondo regole ben precise a cui io stesso sono molto legato. Gli animali si scontrano per vedere chi è il più forte, a volte si danno delle grandi incornate, a volte delle gran morsicate, a volte gli scontri sono bellissime prove canore, poi la femmina sceglie il maschio con cui riprodursi e mai… mai… mai… un animale maschio uccide la femmina. Gli animali che hanno ucciso Lorena sono animali senza regole e non solo.. sono animali in preda al panico, in preda a superficialità estrema, in preda a ignoranza profonda. Animali la cui unica regola è quella mafiosa: come uccidere e come liberarsi di un cadavere.

 

E qui subentra il fattore “in cinta”.

 

Io penso che quando mia moglie verrà da me a dirmi: “amore.. sono in cinta..” quello sarà il momento più bello della mia vita. E sarebbe il momento più bello della mia vita indipendentemente dall’età di mia moglie. Potrebbe avere 14 anni o 40 anni e l’Amore ci terrebbe legati così saldamente che la notizia dell’arrivo di un figlio sarebbe fantastica.

 

Ecco. Questi tre animali in preda al panico, appena saputo che la Lorena era in cinta, hanno deciso di ucciderla. Così che gli omicidi sono due: Lorena e il bambino. Indipendentemente che Lorena sia o meno in cinta.. quei tre hanno deciso di uccidere due persone e nelle loro paludose menti il piano è riuscito. Si, è riuscito, facile far riuscire il piano quando si tratta di uccidere, in tre maschi, una ragazzina 14enne. Uccidere è facile per chi non conosce la Vita. Vivere è difficile. E quei tre non si sono mai chiesti cos’è la vita. Non sanno cos’è la vita: la vita loro e la vita degli altri.

 

RESPONSABILI DELLE PROPRIE AZIONI.

 

Appreso il fatto che Lorena era in cinta ognuno doveva prendersi le proprie responsabilità. Perché persone che hanno rapporti sessuali devono essere al corrente che quello che fanno.. spesso senza le dovute precauzioni.. può portare la nascita di un bambino. Ma stiamo sempre parlando di cosa dovrebbero sapere questi giovani che in realtà non sanno.

 

E il fatto di non sapere perché si è giovani non è una attenuante!!! Se uno non conosce l’Amore.. se uno quindi non conosce il sesso.. uno non deve fare sesso… in ogni caso.. con violenza o meno. Ma se fai sesso ti assumi tutte le responsabilità di quello che fai. E se uccidi sei un assassino e devi pagare la peggiore delle punizioni. Indipendentemente dall’età che hai.

 

E quando dico che chi non conosce l’Amore non conosce il sesso.. dico che chi fa sesso da giovane.. con persone di cui non è innamorato lo fa solo per mostrare a tutti la sua ragazza come un trofeo.. come un oggetto.. lo fa per farsi bello agli occhi degli altri.. e qui gli altri dovrebbero rimproverare invece che ammirare.

 

FRA DUE INNAMORATI IL RAPPORTO SESSUALE CERCA IL GODIMENTO DELLA PERSONA AMATA. E IL GODIMENTO COSì è RECIPROCO. IL PIACERE STA NEL PIACERE DEL PARTNER.

 

CHI NON AMA IN UN RAPPORTO SESSUALE CERCA UN EFFIMERO GODIMENTO PERSONALE. E CREDE DI ESSERE APPAGATO. MA IN VERITà NON TROVA NESSUN GODIMENTO.

 

Ma chi può insegnare a questi giovani cos’è l’Amore e cos’è il Rispetto e cos’è la Vita? Se i genitori sono sempre più presi dal lavoro, se le coppie scoppiano e i matrimoni saltano, se uno chiama fidanzata una per cui non ha il minimo rispetto… e quanto schifo ancora si trova.

 

Questa volta erano tutti minorenni. Ma anche il 50enne.. o il 30enne.. cerca la 14enne.. come sempre la cronaca ci insegna.. se uno dei calciatori più famosi e più pagati, Ronaldo, finisce su tutti i giornali per le sue avventure con tre omosessuali. E poi si scusa dicendo che pensava fossero femmine. Si scusa? Perché se fossero state femmine sarebbe stato meno grave? Visto che la moglie di Ronaldo è a casa che aspetta un bambino..?!? Le cronache ci stanno rendendo tutto normale.. tutte queste mostruosità stanno diventando la normalità.. è questa normalità che crea i mostri.

 

Dobbiamo dedicare più tempo ai nostri bambini per aiutarli a crescere secondo sani principi, almeno aiutarli a conoscere le cose e i valori così come sono, poi ogni persona è libera di scegliere se essere single o sposo, omosessuale o eterosessuale.. ogni persona è libera di seguire il suo cuore. Ma che sia chiaro: dobbiamo seguire il cuore. Perché l’Amore può fare solo un gran bene.

 

Francesco Calzolari

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LA DUNA DEGLI ORSI

Pubblicato da Francesco Calzolari su Maggio 1, 2008

Quante volte ho sentito domandarsi: “Non so chi sono, non so cosa voglio, non so casa fare..”.

“La duna degli orsi” è innanzitutto un bagno della riviera romagnola, a Marina di Ravenna. “La duna degli orsi” è anche il nome con cui ho ribattezzato la collinetta per allenamento dello Juventus Center di Vinovo. Dettagli in seguito. Da questo titolo inizio un viaggio esplorativo del mio diario. Un viaggio che passa anche per “La duna degli orsi”. Tento una ricerca.. insolita per questo blog.. che va al cuore dell’essere io.

“..qualche mistero è svelato,

ma se io, nuvola,

aspetto il bacio sperato,

per piano che vada,

la nuvola che cerco

ormai si dirada.

Un fulmine mi ha oltre passato.”

Questo è un piccolo estratto da una mia poesia, quindi guai a chi copia, grazie.

MISTERO

Mistero è un personaggio di una favola che ho scritto tempo addietro. Mistero è la parte interna del mio essere che è. Colui che diventa e che si plasma in base alle esperienze che faccio.

PENSIERO

Pensiero è un personaggio della stessa mia favola. Pensiero è la parte interna del mio essere che pensa. Colui che pensa, riflette, interviene e agisce fronteggiando le esperienze che la vita mi offre.

 

Dicevo..

Quante volte ho sentito domandarsi: “Non so chi sono, non so cosa voglio, non so casa fare..”.

Chi vive freneticamente continua a farsi queste domande senza trovare tempo di rispondersi. Fino a che smette di domandarsi.. e non vive.. sopravvive.. tira avanti seguendo la corrente della quotidianità.. del sempre il solito.

Chi vive freneticamente e riesce ogni tanto a concedersi tempo di riflessione allora ha tempo di rispondersi. Eccomi qui. Cerco di fare questo lavoro usandomi come cavia. E non vi dirò chi sono, questo resta un mistero, ma cerco di svelare piano piano quello che faccio, quello che penso, quello che vivo, quello che amo.

 

Venerdì mattina e pomeriggio ero a Mirabilandia a fare una specie di baby-sitter a tre ragazzini di 13 e 14 anni: Lori, Fede e Tina. Me li ha affidati un medico che conosco vagamente. Medico e moglie dovevano recuperare un rapporto in crisi e si sono concessi 2 giorni di vacanza in riviera. Io ero la persona più affidabile che conoscevano. E che potesse tenere testa a quei tre scoiattoli esagitati. Tenere testa? Fare il baby-sitter? Ma per chi mi avete preso? Io ero molto più scatenato di quei tre. E certo che gli tenevo testa, più che un baby-sitter sembravo il loro “migliore amico”, così almeno mi hanno definito quei tre. Volevano fare il record di giri su Katun.. alle ore 18 eravamo in coda per la 20esiama volta. E li ho convinti a fare anche la 21esima. :) Eravamo rivoltati come dei calzini. Li ho anche portati su Niagara. Eravamo gli unici senza impermeabile.. ma io avevo con me i ricambi per tutti e quattro.. ci siamo cambiati alla sera perché tanto faceva caldo durante il giorno. Su Katun li ho rimproverati solo una volta perché stavano scavalcando la fila. Io dovevo dare il buon esampio e non potevo scavalcare.. nooooo.. ho aspettato che arrivassero al tornello e da dietro ho scavalcato direttamente sul Katun. Quando sono entrati io ero già seduto in giostra che li aspettavo. E qui ringrazio Flavio della sicurezza che mi ha tenuto il posto e mi ha fatto passare chiudendo un occhio e facendosi due risate. Ormai ero un volto familiare.

 

Venerdì sera avevo appuntamento a cena con un professore universitario e un medico chirurgo che mi hanno conosciuto tramite il blog. I tre giovani sono venuti con me e ammetto che si sono annoiati parecchio. A cena non ero più un baby-sitter. A cena ero un ragioniere che dava lezione a due dottori su alcune mie teorie. I ragazzi erano in piazzetta fuori dal ristorante a giocare. Mi spiace averli abbandonati un po’ ma dovevo. I due dottori si erano scomodati da Forlì per venire a trovarmi. Ci siamo trovati S. Pietro in Vincoli perché è a metà strada fra Ravenna dove ero io e Furlè dove erano loro. In piazza per fortuna c’era un tendone con alcuni gruppi che suonavano, lì sono andato a recuperare i ragazzi e li ho riportati a Milano Marittima in albergo dai genitori, come da accordi presi.

Io ho passato la notte in macchina.

Sabato a Mirabilandia io e i ragazzi ci siamo concessi il bis.

Sabato sera i ragazzi erano in albergo e io da Milano Marittima ho trovato due ragazzi che in auto-stop cercavano di raggiungere Marina di Ravenna. In macchina c’era posto. Accomodatevi. Che dire, ho caricato due interisti, leghisti, romagnoli.. c’è stata intesa.. ci siamo scompisciati dalle risate durante il viaggio e siamo arrivati insieme a “La duna degli orsi”. Da solo non ci sarei andato ma la casualità ha voluto trovarmi un po’ di compagnia.

Alla Duna c’era un bel giro di gnocca, musica revival.. per chi voleva ci si spostava nei bagni a fianco per un po’ di dance o house.. e poi c’era tutta la spiaggia a disposizione. Ammetto che era triste vedere ragazzi vomitare e non reggersi in piedi, questa è una nota dolente della serata. Io per mia fortuna da sobrio ero cretino uguale, quindi mi sono dedicato a bere succhi di frutta. Da tre che siamo partiti ci siamo ritrovati in sei dopo poco. Di gnocca ce n’era davvero tanta. Qui tranquillizzo la mia patatina con cui ho messaggiato tutta notte. Lei era a casa ammalata ma sa che non la tradisco. E poi è minorenne e alla Duna, sulla spiaggia, tutta la notte, se ci fosse stata la mia patatina.. beh.. avrei rischiato la galera :) preferisco aspettare che arrivi almeno ai 16 anni.. e qui guai a chi commenta su questo! Dicevo che abbiamo trovato la compagnia di tre ragazze ma ci siamo limitati ad aspettare l’alba facendo il “gioco della verità” e altri simili.. che con gli sconosciuti sono sempre più sinceri.

La domenica mattina ho riaccompagnato a casa i miei cinque compagni di avventure e poi sono andato a correre lungo la spiaggia. Mi sono concesso i miei soliti 14 Km facendomi anche tutto il molo di Marina di Ravenna. Quasi non sentissi la stanchezza.. quasi..

Dopo la corsa ho trovato sollievo al bagno Pirla. Mi sono tuffato nel mare, ancora un po’ freddino ma per me va benone.. poi ho dormito al sole sul lettino. Sono crollato. Ho perso il senso del tempo e mi sono completamente bruciato al Sole. Prima o poi dovevo dormire.

Già a questo punto la mia riflessione presenta diverse sfaccettature: mi trovo a spiegare concetti a dottori pluri laureati e specializzati, ma mi trovo anche a giocare con la stessa mentalità e spensieratezza di un ragazzino di 13 anni, mi trovo in riva al mare con tre ragazze disponibili a tutto, con le voglie che ho io e di cui ho già scritto in questo blog.. e penso alla mia patatina a casa ammalata.. ovunque si, qualsiasi cosa si, con chiunque no. L’unica parte in cui mi riconosco è la parte in cui dormo in spiaggia.. e in macchina.. in cui corro e faccio il bagno e passo un po’ di tempo da solo a pensare e riposarmi.. così si che mi riconosco.. un orso solitario. Ma a quanto pare sono anche tutto il resto.. ed il punto è proprio questo: sono una persona con tante sfaccettature ed è così che sono, ed è così che chi mi conosce mi accetta o meno.

Dicevo che mi riconosco in quello che passa la notte in spiaggia, in macchina, dove capita.. appunto.

Lunedì, martedì e mercoledì ero a Torino in un hotel a 5 stelle. Camera singola con letto a due piazze, tv al plasma, stereo con Dolby Surround, arredamento in legno, parquet, bagno interamente in vetro, palestra con vasca idromassaggio e bagno turco. E non so se ho detto tutto quello che c’era. Per uno che dorme in macchina vi assicuro che era un abitat alquanto insolito. L’unica cosa solita in tutto questo è il mio conto in banca.. magro come al solito :) . In effetti le spese della trasferta a Torino sono state gentilmente offerte da Nike. E qui ringrazio la mia direttrice del Longoni per avermi dato i permessi, ringrazio Nike e Juventus per avermi ospitato in questi tre giorni.

Ho detto Juventus? Si. Altra nota insolita che va a turbare la mia identità di interista irriducibile, animale da curva nord per intenderci. Eppure ero lì. A Vinovo allo Juventus Center.

La trasferta torinese è dovuta al lancio di nuovi modelli di scarpe Nike da calcio. Mi è stata data la possibilità di provare i nuovi modelli, testarli sul campo. Inoltre ho avuto possibilità di fare qualche test con mister Ranieri e lo staff della Juventus, nonché partita di calcio e incontro coi giocatori di Juventus. Tre giorni molto intensi a cui io ho aggiunto, alla mattina presto, allenamento in palestra su tapis roulant, idromassaggio e bagno turco. Quello che c’era l’ho provato.

Una annotazione se posso. Fra i vari test e allenamenti di questi giorni i vari computer che analizzavano le mie prestazioni in resistenza e potenza tendevano tutti a considerare i miei allenamenti al “massimo livello di difficoltà”. Ecco. Tarateli diversamente perché i massimi livelli di difficoltà sono ben altri.

Che poi in palestra ad un certo punto è arrivato uno che voleva fare lo sssboroooooone. Ha visto il mio programma e mi ha detto: “mo dammi anche a me quella roba lì.. che ti faccio vedere io il massimo livello di difficoltà.. te lo faccio vedere io..”. Così mentre andava a cambiarsi negli spogliatoi.. ho sostituito il motore del tapis roulant con il motore della Ferrari2008.. e quando il tipo è tornato, ha acceso il tapis roulant.. è partito talmente forte che dal centro di Vinovo l’hanno recuperato i forestali direttamente a Pinzolo in Trentino.. già pronto per il ritiro estivo della squadra. Qui stavo scherzando.

Spendo due parole anche sulla partita di martedì per salutare e ringraziare tutti i compagni di squadra. Un particolare saluto ai compagni di squadra e di viaggio: Mirco, Federico e Roberto. Un saluto alla difesa, i miei compagni di reparto. Insieme abbiamo confezionato una vittoria 8 a 1 sul campo della Juventus che non dimenticherò. Senza contare che l’unica distrazione difensiva l’abbiamo concessa quando eravamo sul 7 a 0. Quindi distrazione giustificata. :) Grazie a tutti.

 

La mia patatina mi è mancata anche a Torino. Ma lei sa che io la penso.. non sempre.. ma la penso.

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Action Day…

Pubblicato da Francesco Calzolari su Aprile 14, 2008

L’Election Day, o meglio, al dé ca ghè da ‘utar, sta volgendo al termine. Non mi sono lanciato in campagna elettorale questa volta e anche sul mio blog non voglio parlare troppo di ciò che è questa elezione.

Solo una cosa mi sento di pubblicare. Di seguito trovate la colonna sonora che mi ha accompagnato ieri mattina nella mia riflessione pre-elettorale. Non parlo io, lascio parlare le canzoni che mi hanno ispirato. Sia chiaro che il volume del mio stereo era così alto che tutto il quartiere in cui abito può essere stato partecipe della mia riflessione in musica.  E aggiungo che per 3 ore abbondanti ho ballato e saltat in camera mia anche un po’ per smaltire la tensione del momento. Quando c’è una elezione sono sempre un po’ teso.

Dj Otzi_Anton aus Tirol; per dare subito un tocco di campanilismo in versione dance

Dj Romy vs Gabri Ponte_Faccetta Nera remix; ripasso di storia, per ricordarmi che ho una patria da difendere

Dj Otzi_Life is Life

Die Prinzen_Deutsch

David Hasselhoff_Looking for freedom; che è la canzone che è stata cantata in occasione del crollo del muro di Berlino

Bossirock by Denis MGP Cornate; per sapere che la mia terra è bella nelle sue diversità e nel rispetto per i popoli che la abitano

Inno di Mameli; la versione cantata dalla bambina alle Olimpiadi di Torino, è innocente ed è il futuro del nostro popolo

Inno nazionale tedesco; un piccolo omaggio al mio coinquilino comunista che crede ancora che il popolo tedesco sia una razza superiore

Edoardo Bennato e Gianna Nannini_Un’estate italiana; perché è una poesia stupenda, con più interpretazioni

Patty Smith_People have the power; perché a forza di ripetercelo riusciremo davvero ad avere il potere

Vasco_Gli spari sopra; perché il popolo se vuole ha ancora la forza per ribellarsi.. col voto o col forcone.. noi ci siamo

Freddy Mercury_Barcellona; semplicemente bellissima

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THE INFINITE WONDERS OF CREATION

Pubblicato da Francesco Calzolari su Aprile 9, 2008

Perché avere fretta di vedere le mele sugli alberi.. quando si può ammirare la bellezza del fiore sbocciare.

 

Questo mi chiedo in questi giorni quando passo correndo attraverso i meleti della val d’Adige. E vedo quei bei fiorellini color bianco e rosa che talvolta serbano fra i petali una goccia d’acqua. E da quella goccia mi lascio abbagliare dal riflesso di un raggio di Sole.

 

“The infinite wonders of creation” è un titolo preso pari pari da un album di Luca Turilli. Per chi volesse approfondire il genere power-metal.

 

The infinite wonders of creation è tutto ciò che ancora una volta ho potuto ammirare in questi ultimi giorni appena trascorsi.

Salutare il Sole che si immerge all’orizzonte nel mare Tirreno e attendere impazientemente il Suo ritorno illuminare la sabbia del litorale adriatico.

Correre nella tempesta, in salita, contro il vento, con le gocce taglienti sul viso diventare neve all’incedere del mio passo. E sprofondare nella neve. Bianca e pura. Perdermi inebriato, innamorato di quella purezza e quella delicata freschezza.

Tornare da Lei, la neve, col vento più calmo, e un raggio di Sole che traccia il cammino in un arcobaleno.

Non chiedo ad altri di venire con me. Chi vuole sa che il posto c’è. Parto e non pianifico, seguo l’istinto e vado dove mi porta mi cuore. Lasciamo stare poi che a forza di seguire il cuore ormai non so da dove parto ma so dove in qualche modo vado a finire. QUesto può essere un vantaggio. Se mi perdo, sapete dove venire a cercarmi. :)

Ammiro e inseguo ciò che il mondo ha da mostrarmi e che la vita ha da donarmi.. per ricordarmi ogni giorno che io vivo per amare tutto questo. Voglio che i miei figli possano un giorno vedere la stessa bellezza che vedo io. A volte mi chiedo perché lotto e mi prodigo per “salvare il mondo”, mi chiedo chi me lo fa fare di lottare per un mondo migliore, chi me lo fa fare di criticare e proporre soluzioni a uno stile di vita di una società allo sbando. Quel Sole che fa capolino all’orizzonte, quel fiore bianco, quel fiocco di neve, l’arcobaleno, una goccia di rugiada, una nuvola che mi avvolge mentre corro su per la montagna. Tutto questo e altro ancora voglio amare per tutti i giorni della mia vita.

DIARIO

Firenze è stato il teatro principale delle mie ultime ferie. Non che Firenze mi piaccia particolarmente. A Firenze sono capitato per caso. Inseguivo un invito ricevuto da una persona. Quella persona era a Firenze in occasione del congresso sul metodo Rességuier. Direi che il FIL è stato l’argomento principale del mio fine settimana a Firenze. Ne ho parlato con questa persona. Ho avuto modo di parlare di FIL anche con vecchi amici che studiano a Firenze e che ho rivisto piacevolmente. Ma quella persona su tutti mi ha trasmesso ottimismo. Era molto solare nell’interloquire con me. Mi ha trasmesso allegria e felicità. Ho preso coscienza dopo quell’incontro che il mondo può davvero ragionare secondo schemi diversi da quelli che ci vengono imposti oggigiorno. Spesso al contrario mi ritrovo immerso nelle mie idee senza speranza che qualcuno le accolga piacevolmente. Più spesso sono bandito da una società schiava del Consumismo. Quei giorni a Firenze ho respirato un’aria positiva. Mi ha fatto bene. Ho respirato anche smog in quantità industriali. Quello mi ha fatto non bene. Ma tant’è. Devo muovermi nel traffico se voglio che qualcuno mi ascolti.

Non solo di FIL mi sono trovato a discutere. Lasciata Firenze ho fatto una piccola sosta in un paesino di campagna. Sono entrato nel bar del paese indossando la mia camicia nera preferita e impugnando il mio quotidiano preferito: La Padania. Quel bar era tappezzato all’interno di poster del Partito Democratico con quella faccetta buffa di Veltroni che sembrava osservarmi in tono minaccioso. Fiero dei miei ideali ho dato un’aggiustatina alla camicia nera e mi sono accomodato su un tavolino a leggere La Padania. Lì, nel bar del paese, dopo essere stato squadrato dai presenti, seguaci del “ciccio bello” Veltroni, ho dovuto scambiare due battute di politica spiccia per non soccombere sotto il suono delle dentiere di quei vecchietti. Io per altro avevo molto rispetto nei loro confronti e questo mi ha aiutato. E mi ha aiutato pure che loro avessero molto rispetto nei mie confronti.

Poi fra un tramonto, un’alba e una corsa.. eccomi qui. Oggi ho ripreso il lavoro. Le prossime ferie si vedrà cosa succederà. Intanto trovo rifugio in una foto ricordo, in un sorriso, in un viso, in un Sole, in un Fiore.

 

Francesco

 

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Tu cosa sogni?

Pubblicato da Francesco Calzolari su Aprile 2, 2008

Questo è un puro lavoro psicologico estratto dal mio diario. Racconto semplicemente un pezzo di vita. Un pezzo che voi, miei contatti, già conoscete. Un pezzo su cui mi avete stressato e interrogato parecchio. E io ho stressato voi.

Questa mattina sono stato a Lonato (BS) in Comunità Missionaria. Mi ha accolto Teresa, una super missionaria che ogni volta che la vedo mi ricorda che dobbiamo fare le nostre conversazioni. Stamattina era la volta di una delle nostre conversazioni.
 
Tutto è partito da una domanda: tu cosa sogni?
 
La risposta ve la dirò alla fine.
Ora parto raccontandovi come nasce una perla.
C’è un mollusco dentro una conchiglia. Sul fondo del mare. E fin qui ci siamo. 
Ogni tanto, raramente, ma può capitare, in una conchiglia si introduce un granello di sabbia.
Quando si introduce il granello di sabbia viene meno la protezione che la conchiglia deve garantire al mollusco. Così entra in azione una sostanza chimica che per proteggere il mollusco inizia a creare tanti piccoli involucri.
Il mollusco soffre molto in questa fase a causa dell’intruso granello di sabbia e a causa della produzione di questa pellicola protettiva.
Così gli involucri uno sopra l’altro vanno a formare una pallina, e dalla sofferenza per quel piccolo granello di sabbia nasce la bellezza e la perfezione di una perla.
 
Quella perla è l’Amore.
 
Crescendo mi sono interrogato spesso su chi sono e chi voglio diventare, cosa cerco nella vita. La domanda è frequente in un ragazzo e in una ragazza che sta crescendo. Aimè molti uomini e donne ancora non sanno trovare risposta a questo interrogativo. Molti smettono di cercare. Io ho continuato a cercare, viaggio su e giù dalle montagne, fra i ghiacci e la roccia. Cerco e trovo la bellezza della Natura. Trovo la bellezza di un pensiero scritto in una poesia, guardando un torrente, o un fiore. E io cerco, cerco. E la scorsa estate ho trovato.
 
La scorsa estate ho trovato la bellezza della Natura. Ho trovato una ragazza che ha fatto nascere in me quella perla che è l’Amore.
Non ho mai smesso di cercare, chi cerca l’Amore in questo mondo deve nuotare contro corrente, ma dicono che sono forte e me la cavo parecchio bene a nuotare contro corrente. Non mi accontento della superficie, voglio scavare a fondo nella bellezza della vita. Il mio problema, nelle mille battaglie che affronto, non è andare contro corrente, il problema è che contro corrente sono spesso da solo.
 
Aimè, come voi già sapete, quella ragazza mi ha cancellato completamente dalla sua vita. Non vuole più saperne niente di me e di tutto ciò che mi riguarda. Vabbè. Una sintesi della mia storia ve la racconto lo stesso.
Quella ragazza aveva 14 anni. Io 21. Lei viveva al mare vicino a Ravenna. Io a Trento. L’Amore è sbocciato in un colpo di fulmine, per me. Il suo sguardo mi ha rapito in un pomeriggio a Mirabilandia Beach. Da quello sguardo io ho capito che non potevo fare a meno di lei. Quando l’ho vista che stava andando via l’ho inseguita perché senza di lei già mi mancava l’aria. Poi ho iniziato ad andare a trovarla al mare la domenica. Non c’era più montagna per me, la bellezza che cercavo l’avevo trovata in quella ragazza. Non più torrenti, pascoli, cime innevate. Nei suoi occhi si rifletteva il verde dei prati e l’azzurro del cielo. I suoi capelli mi avvolgevano come una nuvola, le sue labbra le sfioravo come sfioro un torrente per dissetarmi.
Ma lei aveva 14 anni. E io a volte mi scordavo di questo piccolo particolare. Ad esempio quando mi sono presentato a sua zia, in spiaggia. La mia ragazza non voleva. Ma la zia secondo me doveva sapere dove stava sua nipote. Minorenne. Quando noi andavamo a passeggiare in riva al mare. La zia ha gradito la mia presentazione. La mia ragazza no. Ma i danni che ho combinato non sono finiti. Mi sono anche presentato a casa della mia ragazza una sera. E ho conosciuto il resto della famiglia. La mia ragazza mi avrebbe ucciso. Invece mi ha detto: ti amo. E io pure. Ero cotto come un tortellino.
Ma come dice la mia amica Teresa. L’Amore va coltivato, protetto, salvaguardato, è la cosa più preziosa che abbiamo. Ogni cosa ha il suo tempo nell’Amore. E infatti.
 
Ho imparato a mie spese che nella fase dell’innamoramento bisogna avere pazienza.
 
Ho fatto altri danni in nome della pazienza. Danni che lei mi ha rinfacciato ancora per qualche tempo dopo esserci lasciati. Quindi danni gravi. 
Lei inizialmente mi mandava una infinità di sms. Cosa che io facevo fatica a gestire perché non sono mai stato un gran messaggiatore. Quello che volevo io era solo poterla vedere più spesso e che piuttosto di 100 sms mi sarei fatto 100 viaggi a Ravenna. Così le ho chiesto di mandarmi meno sms e lei l’ha presa male perché sicuramente a lei piaceva mandare sms.
Ma il danno più grande penso sia stato dirle di NO. Quando mi ha chiesto di convivere. Spiego. Mi è arrivato il suo sms con scritto che lei sarebbe stata pronta per convivere con me. Io cosa ne pensavo? Ero in casa coi miei coinquilini. Spenta la tv hanno visto nei miei occhi un uomo distrutto. Ero distrutto perché io avrei vissuto con lei per tutta la vita, da un lato, dall’altro lato ho respinto la sua proposta. Non l’avessi mai fatto. Lo so che non avrebbe capito. Ma so anche che rifarei la stessa scelta se ricapitasse la stessa occasione. Perché?
Perché a 14 anni lei ha la danza, la scuola, gli amici lì dove è. Ha i suoi orari, le sue abitudini. E lo studio, il ballo, e ancora altro. Non poteva allora convivere con me e comportarsi come la mia mogliettina. Non era il momento. La pazienza dov’era. L’Amore che era difficile lo avevo capito, ma bastava dare tempo a ogni cosa. 
Già sapete che io avevo fatto i miei conti e che avrei potuto vivere con lei mantenendo i suoi studi e le sue passioni. Ma sarei diventato più simile a un suo genitore. Non il suo ragazzo.
E sapete anche che ero già pronto a traslocare giù. Il lavoro ce l’avevo, l’appartamento l’avevo trovato, mancava solo la firma. Ma la Pazienza ci vuole, io sapevo che sarebbe arrivato il tempo di vivere con lei, ma non ancora. E quell’Amore non ha retto oltre la prima fase perché è mancata la pazienza. E d’altra parte a una 14enne non posso chiedere di essere paziente se lei non vuole. Ma così facendo lei mi ha escluso a poco a poco dalla sua vita e io ho capito che lei non si fidava di me, pensava anche che la tradissi, o che ne so.
 
Ho nel frattempo imparato a conoscere quella ragazza. Vedevo il suo modo di comportarsi, la sua passione incontenibile per la danza, il suo modo di reagire agli imprevisti che la vita ci costringe ad affrontare. Ma il mio Amore non ha avuto più tempo.
 
A volte mi piace pensare di essere quel mollusco che ora soffre. E che fra qualche tempo scoprirà che la sofferenza è diventata la bellezza di una perla. A volte mi piace pensare che quella perla sia ancora per Lei. Ma altre volte mi dico che devo continuare a cercare. E che devo farmi forza nella vita, contro corrente, ancora solo.
 
Lei è il mio pensiero felice.
 
Ma l’Amore deve crescere secondo le sue stagioni, come una piantina. Quando la piantiamo non possiamo aspettarci che cresca dall’oggi al domani.
 
L’amore del ‘tutto subito’ non è amore, è qualcosa di falso. Molti giovani oggigiorno parlano di amore ma pensano solo a raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile con la minor fatica possibile. Questi falsi amori sono ‘usa e getta’.
 
L’uomo deve cercare l’Amore che è donare tutto sè stesso alla persona amata. Senza bruciare le tappe. Senza cercare scorciatoie. Io so che per Lei avrei fatto qualsiasi cosa. Lei lo sa. So anche che rispettavo e mi piacevano tutte quelle piccole cose che non avevamo in comune. La distanza sembrava abissale a pensarci bene. Ma l’Amore non guarda le distanze. Io credo che ho fatto le scelte giuste e che il mio Amore o non era per la persona giusta; oppure quell’Amore sarà ritrovato. Quando Lei mi diceva che meritavo di meglio io sapevo che per me era lei il meglio. E aggiungo che forse sarebbe stato meglio che lei si guardasse attorno per capire se io ero il meglio per lei. A 14 anni innamorati non è giusto porsi dei vincoli. Bisogna guardarsi attorno, bisogna essere sicuri che l’Amore sia puro, sincereo. Il tempo dei vincoli arriverà. Io a 21 anni potevo già vincolarmi. Ed ero vincolato. Ma dovevo assolutamente, a costo di perderla, darle il suo tempo. L’ho persa.
 
E ho anche preso insulti a valanga da lei che mi ha dato dell’immaturo, del morto di figa, dello stupido e quant’altro. Ma soprattutto dell’immaturo. Mi ha insultato pesantemente.
Ma io incasso gli insulti. Tanto, dice che sono immaturo io. Grazie. Ma spero che maturando Lei scopra il vero Amore e non vada a dire ‘ti amo’ al primo che passa. Perché se ero il vero Amore a quest’ora non mi avrebbe cancellato dalla sua vita.
 
Io cosa sogno? Sogno ancora di vivere la mia vita con Lei.
 
Morale della storia. L’Amore è l’unica vera certezza che dobbiamo cercare. Come scrivo già sul mio sito se ogni uomo fosse veramente innamorato vivremmo tutti in un mondo meraviglioso. Io non mi accontento di falsi passatempi. Non è una passeggiata. Ma sulla salita stringo i denti.
 
Francesco Calzolari

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YOU’RE BEAUTIFUL

Pubblicato da Francesco Calzolari su Aprile 1, 2008

Questa volta vi propongo la traduzione, visto che i miei amici mi hanno frantumato i maroni a forza di farmi riflettere sul significato di questa canzone. Solo su una cosa non riesco a rassegnarmi. La fine. Non starò mai con te? Non lo so. Una volta è già successo. Perché non ho lasciato il mio sguardo appagato, ma ti sono corso dietro. Eri un angelo, di questo sono sicuro. 

Artista: James Blunt

Titolo: You are beautyfull

La mia vita è brillante.

Il mio amore è puro.

Vidi un angelo.

Di questo sono sicuro.

Mi ha sorriso sulla metro.

Era con un altro uomo.

Ma non perderò sonno su quello,

perché ho un piano.

Sei bella, sei bella.

Sei bella, è vero.

Ho visto il tuo viso in un posto affollato,

e non so cosa fare,

perché non starò mai con te.

Catturò il mio sguardo,

come se camminassimo vicino.

poteva vedere dallamia faccia che ero amareggiato.

E non penso che vedrò la sua di nuovo.

Ma abbiamo condiviso un momento che durerà fino alla fine.

Ci doveva essere un angelo con un sorriso sul tuo viso.

Quando pensai che sarei dovuto stare con te.

Ma è tempo di affrontare la verità.

Non starò mai con te.

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Non è divertente..

Pubblicato da Francesco Calzolari su Marzo 31, 2008

…UN RAVE PARTY NON è DIVERTENTE!!!

Recentemente si è tenuto un rave party nell’hinterlend milanese. Un ragazzo è morto. I giornalisti hanno descritto i ragazzi presenti al rave party come giovani che vogliono divertirsi. Cosa!!! Giovani che vogliono solo divertirsi??? Un giovane che vuole divertirsi non va a un rave party!!! Il rave party non è divertente!!!

Ma dico: avete visto le riprese televisive dei partecipanti al rave?!? Gente stordita, che non riusciva neanche a rispondere alle domande dei giornalisti, non riuscivano neanche ad articolare una frase, gente che stava in piedi a stento oscillando davanti a casse di stereo a tutto volume che sfornavano rumore vagamente somigliante a musica.

E gli acidi che girano a un rave party non sono certo un indice di divertimento.

E la polizia avrebbe dovuto arrestarli tutti. Per uso e spaccio di droga. Per manifestazione in luogo pericoloso non autorizzati. Ma tralasciamo i miei giudizi di parte. Non arrestateli. Ok. Ma non lasciateli andare a casa in quelle condizioni. In automobile. Lasciate che si droghino e poi lasciate che facciano del male anche agli altri cittadini che malauguratamente se li possono trovare per strada ubriachi e drogati.

Io non voglio che facciano del male neanche a loro stessi. Loro forse non hanno più i neuroni per capirlo. Ma si uccidono con quelle droghe. E se non si uccidono si rovinano la vita. Un ragazzo non può ridursi così. Cribbio. E dico cribbio per non dire cazzo.

Quasi dimentico che sono anche stato a un rave party. Una esperienza triste. L’odore e la musica erano pessime cose. Le persone non erano pessime. Le persone erano sole, sembravano abbandonate lì al loro triste destino. I più si lamentano del mondo in cui vivono. Si lamantano di non essere rappresentati nei loro interessi di giovani. Si lamentano di sopravvivere senza vivere. I più soffrono un abbandono di fondo. I più sono abbandonati dalla società, altri sono abbandonati dai genitori, altri non si sentono compresi da insegnanti, tutori, politici, preti, e chi più ne ha più ne metta.

Io dico che il sentimento di desolazione che sentono questi giovani è un sentimento buono. Non vedo del male nel lamentarsi perché ci si sente abbandonati. Ma dico che se vi sentite così rimboccatevi le maniche e diamoci una mano per cambiare il mondo in meglio. Vi drogate, vi ubriacate, e domani sarete ancora lì nel mondo che vi fa tanto schifo. Da un sentimento buono, dove evidenziate un problema, deve nascere una soluzione positiva. Annientare la vostra vita non è positivo, non è divertente. Svegliatevi, perdindirindina. E dico perdindirindina per non dire cazzo.

Quella sera che eravate a Milano io ero in appartamento a guardarmi il film “Una pallottola spuntata”..quello è divertente, anzì, quello è da proprio da scompisciarsi dalle risate. Poi la mattina dopo leggo sul giornale che uno di voi è morto. Solo. Perché a parte il suo amico che sembrava avere appreso la cosa, gli altri neanche se ne sono accorti. E lì mi avete fatto intristire. Non fatelo più. Io voglio ridere. E voglio che vi divertiate davvero voi altri. Ma che ve lo dico a fare. Chi vuole intendere intenda.

Ciao.

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CRISI FINANZIARIA? E CHI SE NE FREGA..

Pubblicato da Francesco Calzolari su Marzo 26, 2008

(articolo in costruzione..)

Dicono che c’è aria di crisi. Nelle economie mondiali il Pil non cresce. La liquidità delle banche è a secco. I prestiti non rientrano. Il pane e la pasta costano sempre di più.

L’unico punto che mi preoccupa è che il pane e la pasta costano sempre di più. Dico pane e pasta per dire generi di prima necessità. Tutto il resto è noia. Tutto il resto può anche fallire. Tutto il resto è una messa in scena creata da chi comanda per far credere al popolo che stiamo lavorando male, che dobbiamo impegnarci di più, che dobbiamo lavorare per fare crescere il Pil e non pensare che la crescita del Pil impoverisce il popolo e arricchisce solo chi scommette sulla economia e la finanza. Si perché i mercati azionari, le delocalizzazioni.. e quant’altro sono tutte seghe mentali di chi gioca in borsa e di chi cerca di guadagnare più soldi comprando il grano all’estero e asfaltando i terreni in Italia.

La Federal Reserve abbassa il tasso di sconto ed è subito buffera. I giornali parlano di manovra scandalosa, di tentativo velleitario di sanare la crisi. Io vi dico che abbassare il tasso di sconto è una sana operazione che ogni banca centrale dovrebbe fare a prescindere dalla crisi. Abbassare il tasso di sconto infatti vuol dire far pagare meno il denaro alla popolazione. Quindi il tasso di sconto giusto ed equo è il TASSO ZERO. Chi abbassa i tassi fa bene. Al di là che ci sia crisi o no. Il denaro come vi ho già spiegato non deve costare.

Tornando all’esempio del grano. Vi pare giusto che un italiano non possa andare all’azienda agricola sotto casa o appena fuori città a comprarsi la farina, il pane, la pasta??? Non può. Perché in Italia i terreni agricoli vengono resi edificabili a più non posso quindi fra unpo’ non ci sarà più alcuna azienda agricola. Un italiano è così costretto a recarsi alla grande catena di distribuzione per comprare il pane sempre più caro fatto con farina proveniente da chissà quale stato straniero (Bielorussia, Ucraina magari.. il grano di Chernobil ha sicuramente proprietà curative).

E intanto l’occidentale medio si stressa perché crede che deve fare di tutto per far crescere il Pil. Caro mio, pensa a essere felice e a vivere il tuo amore con la tua compagna e la tua famiglia. Pensa a trasmettere ai tuoi figli sani principi. Non pensare al Prodotto Interno Lordo di sto cazzo! Il Pil è una minchiata, una cazzata!!!

Mi sono sfogato, grazie.

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