Nazionalismo è un sentimento di appartenenza di un individuo a un determinato gruppo di persone che condividono un determinato territorio, una certa storia, valori, tradizioni, lingua, usi e costumi.
Partendo dalla definizione di cui sopra analizzo alcuni aspetti del nazionalismo. Il nazionalismo così come io lo ho definito si presta ad essere associato a due correnti di pensiero politico. Abbiamo il nazionalismo associato al pensiero socialista e il nazionalismo associato al pensiero liberale.
Per il momento non mi addentro nel dualismo “destra – sinistra”. Cosa è di destra e cosa è di sinistra sarà chiarito cammin facendo.
IL NAZIONALISMO SOCIALISTA
Meglio conosciuto come NAZIONALSOCIALISMO da cui il diminutivo NAZISMO.
Storicamente questo aspetto socialista del nazionalismo è l’aspetto che si è guadagnato più pagine sui libri di storia. Brevemente ricordo i più famosi esponenti del pensiero socialista che hanno espresso le loro politiche in nome del nazionalismo: Stalin, Hitler, Mussolini. Sono i più famosi perché sono quelli che hanno causato più morti. Ainoi. Recentemente anche Tito ha fatto la sua parte. La Cina sicuramente fa la sua parte, oggigiorno, più di tutti ma non ci è dato sapere quanta gente uccide, o tortura, ogni giorno. Gli U.S.A. Idem con patate. Probabilmete.
Il nazionalismo socialista è quel sentimento di appartenenza di un individuo a un gruppo che pretende, ed è convinto, che tutti gli aspetti caratterizzanti il gruppo medesimo siano i migliori in assoluto. Pertanto il nazionalismo socialista si esprime in un pensiero politico che mira alla supremazia culturale di un gruppo su tutti gli altri.
Storicamente abbiamo le prove che il socialismo sovietico, così come il nazismo tedesco, così come il fascismo italiano, hanno cercato in ogni modo di conquistare altri territori e popoli per esportare a tutti quella che è la cultura di un solo popolo. Hitler addirittura ci ha insegnato il concetto di razza pura, o razza superiore, che ha il diritto di distruggere il diverso e creare un mondo a propria immagine e somiglianza.
Volendo, ma non è questo che voglio ora, andare nello specifico ci sono molte differenze fra Nazismo, Fascismo, Socialimo Sovietico. Poi c’è chi in nome del nazionalismo e della superiorità del proprio popolo ha colonizzato mezzo mondo. Allora devo ricordare che l’impero coloniale italiano era impercettibile se paragonato alle colonie inglesi e francesci. Per non dire olandesi. La Germania aveva qualcosina. Poi ci sono stati gli anni della guerra fredda in cui U.S.A. e U.R.S.S si spartivano mezzo mondo fra stati filo-russi e filo-americani. Quindi possiamo per il momento accontentarci di dire che il nazionalismo socialista, questa voglia di esportare nel mondo una cultura dominante che sia la sola migliore per tutti, si esprime, e si è espresso, sotto diversissime forme.
IL NAZIONALISMO LIBERALE
Meglio conosciuto come sconosciuto. Nel senso che ora vi mostrerò alcuni esempi di nazionalismo liberale come lo intendo io e sono casi di cui si parla ben poco. Quasi ci fosse una legge non scritta che cerca di non far conoscere alle persone le realtà che minano l’esistenza dell’altro tipo di nazionalismo. In seguito mi spiego meglio.
Il nazionalismo liberale è quel sentimento di appartenenza di un individuo ad un gruppo che vuole nel suo piccolo continuare a vivere secondo i propri valori e gli aspetti più identificativi della propria cultura. Pertanto il nazionalismo liberale si esprime in un pensiero politico che pretende che ogni popolo possa vivere secondo i propri valori, nel proprio territorio.
Il nazionalismo liberale predica la supremazia di una cultura e di determinati stili di vita solo per quanto riguarda un determinato popolo e un determinato territorio. Ogni territorio e ogni popolo è diverso dai territori e dai popoli confinanti quindi è giusto che nel rispetto reciproco ognuno viva secondo i propri valori.
Il nazionalismo liberale per come lo vedo io portato all’estremo è la completa indipendenza e autosufficienza di un popolo rispetto al resto del mondo. L’indipendenza, che si esprime in assoluto solo con la autosufficienza, dovrebbe essere secondo me l’unica via positiva alla pacifica convivenza fra i popoli. In un mondo dove ogni stato riesce a badare a sè stesso e a soddisfare i bisogni del suo popolo non ci sarebbero guerre per andare altrove a cercare petrolio o grano o oro o droga o altro. In un mondo dove i bisogni di un popolo sono soddisfatti dal proprio stato non ci sarebbero carestie e migrazioni per andare a cercare cibo e benessere altrove. In un mondo così, come lo intendo io, quel rispetto reciproco a cui ho accennato qui sopra sarebbe il vero e unico valore condiviso da tutti che rende possibile il confronto fra le persone. Come dico sempre l’unico flusso migratorio positivo è il turismo. Perché? Perché il turismo è mosso dalla voglia di conoscere altri popoli, altre realtà, altri territori. Alla base del turismo c’è la voglia di conoscenza. Altri flussi migratori sono dovuti alle guerre, alle carestie, ai traffici di droga, al terrorismo islamico e quant’altro. Alla base di questi altri flussi c’è la necessità, la costrizione, la sopraffazione, l’odio. Una persona essere umano deve essere libero di muoversi e non costretto a muoversi. Questa libertà vi ho appena spiegato come è possibile.
Sono un nazionalista liberale? Si. Per quello che vale questa definizione. Io sono solo un giovane padano nato in Lombardia da madre mantovana e padre reggiano. A scuola mi hanno sempre insegnato che il fascismo e il nazismo sono di destra perché il nazionalismo è di destra. Che il male e l’odio è di destra. Che scuola di merda. Questi sono i poteri forti che agiscono sulle giovani menti inculcando concetti falsi e omettendo concetti veri. La verità è che il nazionalismo non è né di destra né di sinistra, dipende da cosa si associa al nazionalismo: il socialismo o il liberismo.
Dopo questo mio lungo percorso posso dire di aver dimostrato che il nazionalsocialismo è di sinistra. E si esprime in varie forme in governi che per convenzione i più definiscono di destra. Quella insana voglia di trovare un modo unico per governare il mondo. Quella insana voglia di sentirsi superiori a tutti e di poter esportare leggi e valori da uno stato all’altro. Quella insana voglia di rendere tutti gli uomini uguali, rispondenti agli stessi bisogni, svuotati da ogni minimo pensiero, da ogni minimo sentimento. Mi vengono i brividi se penso che questa concezione del mondo è dominante. Ma forse lo sarà ancora per poco.
E LA PACE?
Siccome in fondo è la Pace che mi interessa di più di tutto quando parlo di rispetto e interazione fra i popoli chiudo il mio discorso ricordando che anche la Pace la si può raggiungere sia nell’uno che nell’altro caso di nazionalismo.
Essendomi dichiarato liberale vi ho già mostrato come la Pace nel rispetto e nell’autonomia dei singoli stati e persone sia auspicabile.
La Pace però come sapete è sbandierata davanti alle televisioni da tutta quella altra schiera di politicanti. La sinistra. Una sinistra che in Italia ha anche usato l’Arcobaleno, simbolo della pace, come simbolo di partito. Si perché come già avrete intuito anche loro vogliono la Pace. E sono sicuri di raggiungerla proprio quando saranno riusciti a renderci tutti uguali, quando avranno appiattito i nostri sentimenti e i nostri valori, quando ci avranno drogato fino a farci scoppiare. A quel punto saremo così uguali che non avremo motivo per farci la guerra. Avremo motivo per suicidarci perché la Vita non avrà più senso.
Dall’altra parte cercano di arrivare alla Pace togliendoci la voglia di vivere. Ma questo in pochi lo dicono e in meno mi ascoltano.
Io cerco di arrivare alla Pace per il sentiero più tortuoso. Il sentiero proprio dell’Amore e dei sentimenti. Il sentiero del rispetto delle diversità. Il sentiero che mostra all’uomo i colori e le sfumature che rendono affascinante la Vita.
Francesco Calzolari